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mercoledì 16 marzo 2011

Vittime di sé stessi

Ho atteso diversi giorni prima di scrivere due righe sul nucleare, è un argomento delicato e soggetto all'abitudine tutta italiana di schierarsi in due fazioni contrapposte guelfi e ghibellini.
Ciò che mi ha sorpreso è la reazione della destra italiana.
Per anni, infatti, partiti come il PdL e la Lega hanno fatto leva sulle paure dei cittadini per fare propaganda politica.
Per anni sono state strumentalizzate paure come quella del'immigrazione incontrollata, della criminalità e dei diritti civili; per anni sono stati strumentalizzati a fini politici tutti gli episodi "utili" per la propria causa e confidando sull'emotività dei cittadini, sulle loro suggestioni, si è fatto abbandonare ogni elemento di razionalità volto ad analizzare la situazione col dovuto distacco.
In pratica la destra ha abituato l'opinione pubblica a formare le proprie idee non sulla scorta di dati incontrovertibili, ma su emozioni troppo spesso fatte accrescere dalle televisioni.
Ora il governo italiano sembra essere vittima di sé stesso e del suo metodo di propaganda.
Infatti, Berlusconi aveva puntato molto sul ritorno del nostro Paese fra gli stati che utilizzano il nucleare per l'approvvigionamento energetico, investendoci molto anche mediaticamente, sperando che fossero superate le paura post-Chernobyl.
Ma ecco che dall'altra parte del mondo un terremoto ed uno tsunami creano i presupposti per un 
disastro-nucleare, la sinistra facendo leva sulla tecnica ormai collaudata di utilizzare la paura a scopi politici, chiede il ripensamento del governo sulla politica nucleare ed il Governo sente montare l'impopolarità.
Da una parte si chiede coerenza, dall'altra si rischia di scontrarsi con l'opinione pubblica alla vigilia di una tornata elettorale.
E' come essere fra l'incudine e il martello, la destra si trova ad essere, quindi, vittima di sé stessa e del suo modo di far politica.

giovedì 14 maggio 2009

Quando si fa arrabbiare Matteo Bordone...

Quelli de Il Giornale nel persona di Mario Giordano hanno fatto girare le pa..e a Matteo Bordone .

"Succede che il Giornale, testata diretta da Paolo Giordano, abbia voluto attaccare politicamente Lamberto Dini (e fin qui…). Per farlo, avendo lo stesso Dini ricevuto un premio in Giappone, quelli del Giornale hanno pensato bene di definire “musi gialli” i giapponesi, che secondo loro erano stati talmente imbecilli da premiare il nemico del giorno. Keyword: Giappone, musi gialli, Mario Giordano, 2009 (e già così si capisce l’assurdità del contesto).

Ora, io considero il Giornale un bidone della spazzatura dove per sbaglio è finito Filippo Facci, e di tutti i giornalisti berlusconiani, trovo Giordano uno dei primatisti assoluti fra quelli che non stimo. Ma questa volta sono riusciti a superare anche questa già invidiabile quota di disgusto: c’è qualcosa in più.


C’è che hanno toccato il Giappone, e l’hanno fatto a casaccio, con quella sufficienza facilona e coloniale degli europei, tipo “chi se ne frega, tanto sono giapponesi”. E io col Giappone ho un rapporto intimo, affettuoso. Il Giappone non me lo deve toccare neanche mio fratello, figuriamoci Mario Giordano
".

Non si può certo dire che i giapponesi siano stati più tolleranti vista la replica .

Quando le gaffes non le fa in nostro Premier, ci pensano i suoi giornali a tenere alta popolarità del nostro Paese.