Questo è ciò che ho scritto per Pazzo Per Repubblica
Torri, un piccolo borgo sui colli attorno a Firenze, case raccolte attorno ad una piazza.
Tutti i sabati pomeriggio si esce all'aperto con i propri giornali, chi con Repubblica, chi con l'Espresso, chi con la Settimana Enigmistica e si fanno due chiacchere, si commentano le notizie. Gli abitanti della piazza sono bene assortiti, molti di sinistra, magari delusi del PD, ma di sinistra, pochi giusto due o tre di sinistra radicale, altrettanti di centro-destra, più finiani che berlusconiani.
Ma questa settimana...
"Basta, è diventato monotematico, c'è sempre Berlusconi!"
Così si aprono gli scatoloni con i vecchi numeri dell'Espresso ed effettivamente sulla copertina c'è quasi sempre Silvio, Silvio in versione pugile suonato, Silvio che simula il mitra, Silvio sulla poltrona, Silvio in T.V., poi tanti televisori che però hanno una sola immagine: Silvio Berlusconi.
Gli abitanti della piazzetta non ce la fanno più, è esasperante e sono esasperati, "Che facessero una copertina con Franceschini, Bersani o Marino" oppure "Ci sono tanti argomenti interessanti, possibile che solo Berlusconi meriti la copertina?" E dicono lo stesso di Repubblica.
Non credo che quella piazza sia un caso isolato, credo che esista un certo malessere sia negli elettori di sinistra ma anche nei lettori.
Per quanto condivisibile possa essere la battaglia di Repubblica contro il Premier, credo che molti siano stanchi di combattere e leggere di questa battaglie.
E' un po' come se ci fosse da qualche parte una lunga ed esasperante guerra nel mezzo di una crisi che occupa molto spazio nelle menti dei lettori, e ne trova molto poco nel racconto della nostra società.
Se l'abitante di quella piazza smette di andare a lavoro perchè di lavoro non ce n'è più, sapere che il proprio giornale ingaggia una battaglia sulle feste di Berlusconi e non sulle soluzioni per uscire dalla crisi, non sul racconto quotidiano di quanti da questa crisi ne stanno uscendo con le ossa rotte, poco spazio alle proposte dell'opposizione, ma solo Berlusconi, sempre Berlusconi, nient'altro che Berlusconi, l'abitante della piazzetta richiude il giornale e dice "Basta!"
Condivido le battaglie di Repubblica e sono legittime le 10 domande, ma assomigliano sempre di più a quelle tre domande che doveva fare Rutelli al Premier nel 2001 e sappiamo come è andata a finire. Forse è giusto ammettere che Berlusconi non risponderà mai a quelle domande, ammainare quella bandiere e metterne su un'altra per un'altra battaglia che riguardi non solo il Premier e i suoi problemi ma i tanti italiani che hanno visto in Repubblica un giornale moderno e libero capace di dare la giusta interpretazione della società.
Per quanto riguarda Berlusconi, credo che un bella dose di indifferenza basterebbe, vi propongo un immagine condivisa dagli abitanti di quella piazza: Berlusconi solo su un grande palco, con un microfono, e giù migliaia, centinaia di migliaia di persone che gli voltano le spalle, lui che si sbraccia, saltella sul posto, urla, ma sono tutti a lui indifferenti, nessuno lo guarda, nessuno lo ascolta, semplicemente dal giorno dopo, tutti sfogliano Repubblica e Berlusconi non c'è più
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martedì 13 ottobre 2009
lunedì 27 luglio 2009
E Marino rispose
Ignazio Marino ha risposto alle accuse de Il Foglio, non è scappato, non si è arrampicato sugli specchi, ha dato una spiegazione esauriente di ciò che è accaduto all'epoca in cui era Amministratore Delegato dell'Ismett di Palermo; anzi, motiva le sue dimissioni, con le continue interferenze politiche nella gestione degli appalti presso il centro trapianti.
Allora siamo proprio diversi, alle domande rispondiamo, senza accuse complottiste o arrampicate sugli specchi, meglio così.
Allora siamo proprio diversi, alle domande rispondiamo, senza accuse complottiste o arrampicate sugli specchi, meglio così.
venerdì 24 luglio 2009
Il giusto chiarimento
Oggi il Foglio ha pubblicato una lettera riservata inviata a Ignazio Marino da Pittsburgh, ai tempi delle sue dimissioni dall’Ismett di Palermo.
Dalla lettera si evince che ci furono delle irregolarità sulle richieste di rimborsi fatte da Marino stesso alla sua Università.
Credo sia doveroso che il candidato segretario del PD dia le giuste spiegazioni, noi lo ascolteremo come abbiamo fatto ieri col suo discorso di presentazione.
Sono disposto ad accettare anche un semplice :"Lo ammetto, ho commesso un errore".
Ma non imiti il Presidente del Consiglio, non fugga, dimostri che siamo diversi.
Dalla lettera si evince che ci furono delle irregolarità sulle richieste di rimborsi fatte da Marino stesso alla sua Università.
Credo sia doveroso che il candidato segretario del PD dia le giuste spiegazioni, noi lo ascolteremo come abbiamo fatto ieri col suo discorso di presentazione.
Sono disposto ad accettare anche un semplice :"Lo ammetto, ho commesso un errore".
Ma non imiti il Presidente del Consiglio, non fugga, dimostri che siamo diversi.
Ascoltando Ignazio Marino...
Ieri sera, mentre rientravo a casa col mio scooter, ascoltavo con le cuffie Radio Radicale, c'era il discorso di presentazione di Ignazio Marino.
L'ho ascoltato, con l'attenzione che è possibile dare mentre si guida, cioè un po' superficialmente.
Ma quando ha parlato così dell'immigrazione:
"Se si nega il diritto alla salute allo straniero, lo si nega anche al
cittadino italiano che viene esposto a eventuali malattie infettive di
cui quello straniero può essere portatore.
Quando si nega o si scoraggia il diritto all’istruzione obbligatoria, in
nome dell’irregolarità dei genitori, si costringe un bambino
all’ignoranza, impedendo così all’istruzione di essere un naturale
presupposto per l’integrazione.
Quando si cancella dall’anagrafe lo straniero privo di un contratto di
affitto si compromette il controllo della sua presenza sul territorio".
Quando ha parlato così dei diritti civili:
"Uno Stato laico deve sempre proteggere i diritti civili con norme rispettose
degli orientamenti e della libertà di ciascuno. Non “diritti speciali”, ma
diritti uguali per tutti, siano essi gli ammalati, le donne, i bambini, le
coppie di fatto, gli omosessuali, o chiunque altro, tutti"!
Quando ha parlato così delle coppie di fatto:
"Non posso immaginare che tra due persone che hanno condiviso tutto
nella vita possa accadere che se uno si ammala, l’altro rimanga fuori
dalla porta della rianimazione perché non sono legate dal matrimonio.
Si reprima l’omofobia alla pari di ogni altra forma di razzismo".
Dopo averlo ascoltato, stavo accostando lo scooter per fare un applauso.
L'ho ascoltato, con l'attenzione che è possibile dare mentre si guida, cioè un po' superficialmente.
Ma quando ha parlato così dell'immigrazione:
"Se si nega il diritto alla salute allo straniero, lo si nega anche al
cittadino italiano che viene esposto a eventuali malattie infettive di
cui quello straniero può essere portatore.
Quando si nega o si scoraggia il diritto all’istruzione obbligatoria, in
nome dell’irregolarità dei genitori, si costringe un bambino
all’ignoranza, impedendo così all’istruzione di essere un naturale
presupposto per l’integrazione.
Quando si cancella dall’anagrafe lo straniero privo di un contratto di
affitto si compromette il controllo della sua presenza sul territorio".
Quando ha parlato così dei diritti civili:
"Uno Stato laico deve sempre proteggere i diritti civili con norme rispettose
degli orientamenti e della libertà di ciascuno. Non “diritti speciali”, ma
diritti uguali per tutti, siano essi gli ammalati, le donne, i bambini, le
coppie di fatto, gli omosessuali, o chiunque altro, tutti"!
Quando ha parlato così delle coppie di fatto:
"Non posso immaginare che tra due persone che hanno condiviso tutto
nella vita possa accadere che se uno si ammala, l’altro rimanga fuori
dalla porta della rianimazione perché non sono legate dal matrimonio.
Si reprima l’omofobia alla pari di ogni altra forma di razzismo".
Dopo averlo ascoltato, stavo accostando lo scooter per fare un applauso.
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