Dell'Abruzzo non parla più nessuno, ma la popolazione Aquilana è ancora nelle tende e l'inverno è alle porte e solo oraq s'accorgono che le casette di legno in costruzione non sono sufficienti per tutti gli sfollati.
Da www.inabruzzo.com:
Le case non bastano, appelli a catena
L’Aquila - Le case che vengono rapidamente approntate per dare un tetto ai terremotati aquilani non basteranno che per meno di un terzo di coloro che le aspettano, ormai lo ammettono tutti e gli appelli si susseguono a ritmo incalzante. Occorre provvedere e anche subito, perchè la riapertura delle scuole il 21 settembre incalza: se si vuole che la gente torni in città, occorrono case per tutti. Secondo Giorgio De Matteis, almeno 50.000 persone. La presidente della Provincia Pezzopane ha rivolto un pressante messaggio al capo della Protezione civile Bertolaso “per garantire a tutti una casa, sia di muratura, di legno, su ruote, un alloggio in affitto, un albergo” o qualsiasi altro modo che dia sicurezza e conforto a migliaia di persone ormai ko per lo stress, la paura, i traumi subiti, le preoccupazioni per i figli e le prospettive per i prossimi mesi.
Per la Pezzopane ormai è fuori discussione: 4.500 case non bastano, e si sarebbe dovuto prenderne atto prima, in tempo. Per la presidente occorre un urgente piano integrativo della Protezione civile, che pare intenzionata a decisioni di questo tipo. Non si esclude, come suggerisce De Matteis che da giorni batte su questo tasto, di fare ricorso alle caserme Pasquali e Campomizzi.
Il sindaco Massimo Cialente ha riferito stasera di aver rivolto richieste precise e pressanti alla Protezione civile, insistendo su una possibilità di soluzione che al primo cittadino - e non soltanto a lui a questo punto - pare l’unica possibile: case di legno, case su ruote, abitazioni momentanee ma confortevoli e sicure, da collocare ovunque sia possibile senza stravolgere il tessuto cittadino e quello delle frazioni più prossime. La gente non deve essere “sbaraccata” troppo lontano, non deve subire altri traumi: deve semplicemente avere una casa in cui abitare, provvisoria quanto si vuole, ma una casa degna di questo nome. Oggi il mercato e la tecnologia consentono di innalzare strutture rapidamente e decorosamente. Una casa per tutti, questo sembra l’appello corale delle autorità aquilane. Ma purtroppo come spesso accade, si sta alzando la voce troppo tardi, all’inizio di settembre e si sarebbe dovuto farlo molto prima, come solo pochissimi sostenevano: tra loro, a dire il vero, la Pezzopane e il sindaco che di case di legno aveva parlato due mesi fa. Risposte non se ne sono avute, la politica ha tardato, i conti sono stati sbagliati e soprattutto la Regione ha preferito andare in ferie. E in ferie sta tuttora.
Per le case non si commetta lo stesso errore di valutazione e forse di leggerezza che a suo tempo, il 30 marzo, commise la Commissione grandi rischi, che sottovalutò il rischio di un imprevedibile, ma possibile forte terremoto. La gente chiede la casa prima che inizi l’autunno, altrimenti L’Aquila è da considerare città quanto meno dimezzata, se non defunta. Si sarebbe dovuto sapere prima che le case non sarebbero bastate. Ma oggi teniamo lontani gli esperti dei grandi rischi, perchè anche adesso il grande rischio è una incombente urgenza.
Visualizzazione post con etichetta Abruzzo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Abruzzo. Mostra tutti i post
mercoledì 2 settembre 2009
venerdì 31 luglio 2009
Ma è questa la ricostruzione?

Leggendo quest'articolo di Repubblica , si ha la misura di come sia possibile disinformare l'intera popolazione su qualsiasi argomento.
I telegiornali parlano di ricostruzione, quando molte delle macerie, ancora dopo 4 mesi, giacciono per le strade.
Si parla di aiuti alle popolazioni, quando :"da più di un mese nessuno offre più nulla".
Si parla delle newtown e le chiamano : "Case definitive per sistemazioni provvisorie", perchè DE-FI-NI-TI-VE?
Poi si legge: "C'è chi rischia di perdere la proprietà. Se in un condominio non si trova l'accordo per ricostruire - ci sono tante seconde case - potrà intervenire la Fintecna, società dove sono presenti lo Stato e i palazzinari, che potrà acquisire gli immobili a valori Ute, ufficio tecnico erariale. E' l'ex catasto, che paga il valore dichiarato nei rogiti, fra un terzo e la metà di quello reale."
Non sarà un grande affare per amici ed amici-degli-amici sulle spalle degli abruzzesi?
Poi sui finanziamenti per la ricostruzione: " Il governo ha detto che i soldi per la ricostruzione saranno erogati in tre modi: finanziamento a fondo perduto, credito di imposta, credito agevolato. Ma perché usare gli ultimi due modi se c'è il finanziamento a fondo perduto? La nostra previsione è questa: fra qualche mese ci diranno: signori, i soldi sono finiti. Se volete, restano il credito di imposta, quello agevolato...". Non si vorrà mica mettere in difficoltà delle famiglie, le quali non potendo accedere al finanziamento a fondo perduto, e non potendosi permettere neanche quello agevolato, saranno contrette a vendere casa e rimanere nelle casette di legno?
Se fosse così avrebbe senso chiamarle Case definitive per sistemazioni provvisorie
Quanto potranno resistere gli abbruzzesi? E se dovessero reclamare i propri diritti e se per farlo dovessero protestare, cosa annuncerebbero sui nostri telegiornali? Che gli Abruzzesi, ingrati, vogliono case lussuose a spese dei contribuenti?
Se questa è la ricostruzione...
Iscriviti a:
Post (Atom)