A L'Aquila stanno avvenendo dei fatti strani, la tendopoli di Piazza d'armi la più grande dell'Aquila con i suoi 1.050 sfollati è stata sgomberata, gli sfollati dispersi alcuni nella caserma Coppito( la stessa del G8) altri negli alberghi dell'Aquila o ad Avezzano o sulla costa.
In poche parole, tutti fuori dalla tendopoli anche se nessuno è tornato nella propria casa e neanche nelle, ormai celebri, casette di legno.
Tutto ciò avviene mentre si diffonde la notizia che le casette di legno non sono sufficienti per tutti gli sfollati e quindi molto di loro passeranno l'inverno accampati qui o là.
Quindi se arrivasse l'inverno, e si sa che a L'Aquila il freddo giunge presto,e gli sfollati fossero ancora nelle tende, sarebbe palese la disorganizzazione della ricostruzione, sarebbe palese l'esiguità delle risorse impiegate.
Ma se gli sfollati saranno "dispersi" nei vari alberghi, chiusi nelle caserme, "distribuiti" nelle varie città abruzzesi, si toglierà ogni evidenza della dosorganizzazione, se un giornalista trovasse uno sfollato in un albergo di Avezzano o in un B&B di Sulmona, il governo avrebbe gioco facile nell'affermare che è uno dei pochi a non avere assegnato l'alloggio.
Non solo, sarà difficile organizzare una manifestazione di protesta da parte degli sfollati, se questi fossero spalmati in decine di città o chiusi nelle caserme, avrebbero ovvie difficoltà di comunicazione e di coordinamento.
Quindi questo "sgombero" della tendopoli appare più come una azione preventiva contro possibili proteste per la mancata ricostruzione e l'insufficienza delle case provvisorie.
E sembra, poi, un'operazione di facciata per poter dire fra pochre settimane che le tendopoli non ci sono più e che gli Aquilani sono tutti nelle case o nelle "casette".
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venerdì 4 settembre 2009
mercoledì 2 settembre 2009
L'Abruzzo dimenticato
Dell'Abruzzo non parla più nessuno, ma la popolazione Aquilana è ancora nelle tende e l'inverno è alle porte e solo oraq s'accorgono che le casette di legno in costruzione non sono sufficienti per tutti gli sfollati.
Da www.inabruzzo.com:
Le case non bastano, appelli a catena
L’Aquila - Le case che vengono rapidamente approntate per dare un tetto ai terremotati aquilani non basteranno che per meno di un terzo di coloro che le aspettano, ormai lo ammettono tutti e gli appelli si susseguono a ritmo incalzante. Occorre provvedere e anche subito, perchè la riapertura delle scuole il 21 settembre incalza: se si vuole che la gente torni in città, occorrono case per tutti. Secondo Giorgio De Matteis, almeno 50.000 persone. La presidente della Provincia Pezzopane ha rivolto un pressante messaggio al capo della Protezione civile Bertolaso “per garantire a tutti una casa, sia di muratura, di legno, su ruote, un alloggio in affitto, un albergo” o qualsiasi altro modo che dia sicurezza e conforto a migliaia di persone ormai ko per lo stress, la paura, i traumi subiti, le preoccupazioni per i figli e le prospettive per i prossimi mesi.
Per la Pezzopane ormai è fuori discussione: 4.500 case non bastano, e si sarebbe dovuto prenderne atto prima, in tempo. Per la presidente occorre un urgente piano integrativo della Protezione civile, che pare intenzionata a decisioni di questo tipo. Non si esclude, come suggerisce De Matteis che da giorni batte su questo tasto, di fare ricorso alle caserme Pasquali e Campomizzi.
Il sindaco Massimo Cialente ha riferito stasera di aver rivolto richieste precise e pressanti alla Protezione civile, insistendo su una possibilità di soluzione che al primo cittadino - e non soltanto a lui a questo punto - pare l’unica possibile: case di legno, case su ruote, abitazioni momentanee ma confortevoli e sicure, da collocare ovunque sia possibile senza stravolgere il tessuto cittadino e quello delle frazioni più prossime. La gente non deve essere “sbaraccata” troppo lontano, non deve subire altri traumi: deve semplicemente avere una casa in cui abitare, provvisoria quanto si vuole, ma una casa degna di questo nome. Oggi il mercato e la tecnologia consentono di innalzare strutture rapidamente e decorosamente. Una casa per tutti, questo sembra l’appello corale delle autorità aquilane. Ma purtroppo come spesso accade, si sta alzando la voce troppo tardi, all’inizio di settembre e si sarebbe dovuto farlo molto prima, come solo pochissimi sostenevano: tra loro, a dire il vero, la Pezzopane e il sindaco che di case di legno aveva parlato due mesi fa. Risposte non se ne sono avute, la politica ha tardato, i conti sono stati sbagliati e soprattutto la Regione ha preferito andare in ferie. E in ferie sta tuttora.
Per le case non si commetta lo stesso errore di valutazione e forse di leggerezza che a suo tempo, il 30 marzo, commise la Commissione grandi rischi, che sottovalutò il rischio di un imprevedibile, ma possibile forte terremoto. La gente chiede la casa prima che inizi l’autunno, altrimenti L’Aquila è da considerare città quanto meno dimezzata, se non defunta. Si sarebbe dovuto sapere prima che le case non sarebbero bastate. Ma oggi teniamo lontani gli esperti dei grandi rischi, perchè anche adesso il grande rischio è una incombente urgenza.
Da www.inabruzzo.com:
Le case non bastano, appelli a catena
L’Aquila - Le case che vengono rapidamente approntate per dare un tetto ai terremotati aquilani non basteranno che per meno di un terzo di coloro che le aspettano, ormai lo ammettono tutti e gli appelli si susseguono a ritmo incalzante. Occorre provvedere e anche subito, perchè la riapertura delle scuole il 21 settembre incalza: se si vuole che la gente torni in città, occorrono case per tutti. Secondo Giorgio De Matteis, almeno 50.000 persone. La presidente della Provincia Pezzopane ha rivolto un pressante messaggio al capo della Protezione civile Bertolaso “per garantire a tutti una casa, sia di muratura, di legno, su ruote, un alloggio in affitto, un albergo” o qualsiasi altro modo che dia sicurezza e conforto a migliaia di persone ormai ko per lo stress, la paura, i traumi subiti, le preoccupazioni per i figli e le prospettive per i prossimi mesi.
Per la Pezzopane ormai è fuori discussione: 4.500 case non bastano, e si sarebbe dovuto prenderne atto prima, in tempo. Per la presidente occorre un urgente piano integrativo della Protezione civile, che pare intenzionata a decisioni di questo tipo. Non si esclude, come suggerisce De Matteis che da giorni batte su questo tasto, di fare ricorso alle caserme Pasquali e Campomizzi.
Il sindaco Massimo Cialente ha riferito stasera di aver rivolto richieste precise e pressanti alla Protezione civile, insistendo su una possibilità di soluzione che al primo cittadino - e non soltanto a lui a questo punto - pare l’unica possibile: case di legno, case su ruote, abitazioni momentanee ma confortevoli e sicure, da collocare ovunque sia possibile senza stravolgere il tessuto cittadino e quello delle frazioni più prossime. La gente non deve essere “sbaraccata” troppo lontano, non deve subire altri traumi: deve semplicemente avere una casa in cui abitare, provvisoria quanto si vuole, ma una casa degna di questo nome. Oggi il mercato e la tecnologia consentono di innalzare strutture rapidamente e decorosamente. Una casa per tutti, questo sembra l’appello corale delle autorità aquilane. Ma purtroppo come spesso accade, si sta alzando la voce troppo tardi, all’inizio di settembre e si sarebbe dovuto farlo molto prima, come solo pochissimi sostenevano: tra loro, a dire il vero, la Pezzopane e il sindaco che di case di legno aveva parlato due mesi fa. Risposte non se ne sono avute, la politica ha tardato, i conti sono stati sbagliati e soprattutto la Regione ha preferito andare in ferie. E in ferie sta tuttora.
Per le case non si commetta lo stesso errore di valutazione e forse di leggerezza che a suo tempo, il 30 marzo, commise la Commissione grandi rischi, che sottovalutò il rischio di un imprevedibile, ma possibile forte terremoto. La gente chiede la casa prima che inizi l’autunno, altrimenti L’Aquila è da considerare città quanto meno dimezzata, se non defunta. Si sarebbe dovuto sapere prima che le case non sarebbero bastate. Ma oggi teniamo lontani gli esperti dei grandi rischi, perchè anche adesso il grande rischio è una incombente urgenza.
venerdì 31 luglio 2009
L'Aquila: vietato manifestare contro Berlusconi
Questo è ciò che succede se le popolazioni de L'Aquila cercano di farsi sentire:
grazie a Godot_74
grazie a Godot_74
venerdì 10 luglio 2009
Berlusconi cerca casa
Conferenza stampa a L'Aquila: Berlusconi afferma di stare cercando casa a L'Aquila per Agosto, in modo sa seguire i lavori di ricostruzione.Un suggerimento: cerchi una tenda sfitta e ne prenda pure una tutta per sé.
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